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Inter.net

14 settembre 2012
Archeologia

Da Inter.net

Umane                                                                                                                06/12/02

Antica civiltà Thailandese emerge dal mare

Un muro alto di un centinaio di metri di quanto meno 6 o 7 mila anni è stato individuato immerso nelle acque delle isole Pescadores, in Tailandia. Steve Shieh, direttore del gruppo di ricercatori incaricato dall’Istituto di archeologia sommersa di Taiwan, ha precisato che il manufatto è stato trovato intorno all’isola di Tong-chi a circa 25-30 centimetri sotto la superficie dell’acqua, è lungo circa cento metri, alto uno e spesso 50 centimetri.
In alcuni punti, sembra che dei buchi nel muro siano stati rattoppati con dei ciottoli, si ipotizza per non far passare il vento, quando ancora le acque non avevano inghiottito l’opera. A solo cento metri di lì, nei fondali dell’isola di Hu-ching, nel 1976 degli appassionati di subacquea hanno trovato un’opera simile, un muro alto tre metri risalente, secondo archeologi britannici, a un periodo che varia da 7.000 al 12.000 anni fa. Sei anni fa, poi, altri appassionati di immersione hanno trovato dei muri sul fondo del mare disposti come se fossero a disegnare l’intersecazione di due strade di una città sommersa. Anche questi avrebbero tra i 7 e i 10 mila anni.
Tutti questi indizi fanno pensare che l’area fosse abitata da un’antica civiltà, ribaltando l’ipotesi che le isole siano state colonizzate da emigrati dalla Cina circa 6000 anni fa.

Archeologia

14 settembre 2012
Archeologia

Archeologia, scoperta una nave thailandese in Giappone

Gli archeologi di una missione italiana, diretta da Daniele Petrella, in Giappone hanno ritrovato una imbarcazione mercantile thailandese, databile tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII. Lo scorso 30 agosto si è conclusa la terza campagna di scavo della missione, che è cofinanziata e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Nippon Foundation, dalla Camera di Commercio di Napoli, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, dall’Università di Bologna e dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici per la provincia di Trapani. Gli scavi, dove è stato ritrovato il relitto, sono stati effettuati nel sito di Yamami dell’isola di Ojika, nella prefettura di Nagasaki. Nel mercantile sono stati ritrovati, oltre alle anfore e al vasellame utilizzato dall’equipaggio, i lingottini conici di piombo utilizzati in Thailandia per non far rovesciare il carico. La nave può essere considerata come la prova dell’esistenza di traffici commerciali tra il Giappone ed altri paesi. Le autorità giapponesi stanno pensando di costruire un “percorso subacqueo visitabile e a un impianto di telecamere che permettano la visita virtuale del sito“. Petrella parlando della missione e del ritrovamento ha dichiarato: “L’Italia e la sua equipe continuano a giocare un ruolo di primaria importanza nel progetto relativo allo sviluppo turistico, economico e culturale di Ojika e della prefettura di Nagasaki“. (Fonte: Agi)

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